26 ottobre 2008

XXX DOMENICA

DEL TEMPO ORDINARIO

Anno A


Mt 22,34-40

L’attacco dei sadducei, l’aristocrazia economica e religiosa di Israele, è stato respinto ma per Gesù non c’è tregua.

 

34

Oi` de. Farisai/oi avkou,santej o[ti evfi,mwsen tou.j Saddoukai,ouj sunh,cqhsan evpi. to. auvto,(

Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme

Questo secondo fiasco non solo non interrompe la serie di attacchi a Gesù, ma gli sconfitti si coalizzano dimenticando le rivalità esistenti tra sadducei e farisei per far fronte al nemico comune.

Vista la sapienza di Gesù, i farisei per non rischiare un altro insuccesso scelgono ora una persona competente, un esperto della Legge.

L’intenzione negativa dei farisei viene sottolineata dall’evangelista con l’espressione qui tradotta: si riunirono insieme (sunh,cqhsan evpi. to. auvto,( = siunḗchthēsan epì tò autó) che come espressione greca corrisponde letteralmente alla versione greca del Salmo 2: “si presentarono i re della terra e i principi si riunirono insieme contro il Signore e contro il suo Messia” (Sal 2,2), citazione importante che darà poi lo spunto a Gesù di demolire la concezione farisaica riguardo il Messia.

 

35

kai. evphrw,thsen ei-j evx auvtw/n Înomiko.jÐ peira,zwn auvto,n\

e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:

L’intento dell’esperto della Legge, inviato dai farisei e dagli scribi, è apertamente volto alla tentazione di Gesù. Ancora una volta l’evangelista mostra come, lungo tutto l’arco dell’esistenza di Gesù, le persone dell’istituzione religiosa siano state gli agenti del diavolo tentatore (Mt 4,1.11) continuandone in effetti l’azione (il verbo usato - peira,zw [peirázō] - è lo stesso).

 

36

dida,skale( poi,a evntolh. mega,lh evn tw/| no,mw|È

"Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”

Per la terza ed ultima volta gli interlocutori si rivolgono a Gesù con il titolo di “maestro” (vv 16.24). La domanda non è volta ad un apprendimento ma è mirata a controllare le idee religiose professate da Gesù.

Per i farisei, che erano riusciti ad affastellare la Legge con 365 proibizioni (come i giorni dell’anno) e 248 precetti (come le componenti del corpo umano) per un totale di 613 regole da osservare, il comandamento più importante, secondo le tesi prevalenti delle scuole rabbiniche, era il riposo del sabato.

Una tesi che aveva le sue radici nel libro della Genesi, dove si narra che Dio, terminata la Creazione nel settimo giorno, cessò ogni lavoro (Gen 2,3): “al sabato il Creatore non lavora” (Mekilta Es. 20,11). Considerato il più importante dei comandamenti, la sua osservanza equivaleva all’adempimento di tutta la Legge (Berakot Y. 1). Al contrario, la disobbedienza del sabato equivaleva alla trasgressione di tutti i comandamenti e veniva punita con la morte (Es 31,14).

I farisei che avevano deciso di eliminare Gesù proprio perché non rispettava il sabato (Mt 12,14) sanno che Lui non ritiene l’osservanza del sabato come il comandamento più importante.

Infatti contrariamente all’attesa dell’interlocutore che gli ha chiesto quale comandamento ritenesse più importante (grande), Gesù risponde ignorando provocatoriamente le tavole di Mosè, e si rifà al “Credo” che gli ebrei recitavano due volte al giorno (“Ascolta Israele” Dt 6,4-9), e lo eleva al rango di comandamento.

 

37

o` de. e;fh auvtw/|\ avgaph,seij ku,rion to.n qeo,n sou evn o[lh| th/| kardi,a| sou kai. evn o[lh| th/| yuch/| sou kai. evn o[lh| th/| dianoi,a| sou\

Gli rispose: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

38

au[th evsti.n h` mega,lh kai. prw,th evntolh,Å

Questo è il grande e primo comandamento.

Gesù risponde citando lo Shemà Israel (Ascolta Israele), il credo ebraico.

Nella sua risposta Gesù omette il richiamo a Israele. Questo comandamento è universale e non limitato a un particolare popolo.

Inoltre Gesù non riporta esattamente il testo del Deuteronomio secondo l’originale ebraico e neanche nella traduzione greca, che afferma: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutto il tuo essere e con tutta la tua forza”(Dt 6,5).

L’evangelista (solo Matteo tra i sinottici) sostituisce infatti il termine “forza” (th/j duna,mew,j sou) col quale si indicavano i beni dell’uomo, la forza dell’uomo, con “mente” (dianoi,a).(cfr. Mc 12,28-34;Lc 10,25-28).

La sostituzione si deve al fatto che per Gesù l’uomo non è più tenuto a privarsi dei suoi beni per offrirli a Dio, in quanto il Signore non richiede nulla all’uomo.

L’indicazione di tre elementi spirituali simili (cuore, essere, mente) significa che tutte le energie spirituali e psichiche dell’uomo sono orientate e coinvolte nell’amore a Dio.

La domanda dell’esperto nella Legge, concerneva un solo comandamento, il più importante ( lett.” il grande”). Ma per Gesù l’amore a Dio non è reale se non si traduce in amore al prossimo, per questo aggiunge (per sua scelta) alla sua risposta un precetto contenuto nel libro del Levitico (Lv 19,18).

 

39

deute,ra de. o`moi,a auvth/|\ avgaph,seij to.n plhsi,on sou w`j seauto,nÅ

E il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso.

40

evn tau,taij tai/j dusi.n evntolai/j o[loj o` no,moj kre,matai kai. oi` profh/taiÅ

Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti".

Per Gesù tutta la Bibbia (Legge e Profeti; Mt 5,17) è racchiusa nell’amore a Dio che si manifesta nell’amore al prossimo.

Se i farisei alla risposta di Gesù erano rimasti sorpresi (Mt 22,22) e la folla colpita (Mt 22,33) per la risposta data ai sadducei, l’evangelista qui non registra alcuna reazione né da parte del dottore della Legge né da parte della folla, ma presenta Gesù al contrattacco con un crescendo di presa di distanza da queste categorie, rappresentanti di una religione tanto ostentata ma tanto lontana dal bene del popolo e dall’amore di Dio.


Appendice alla XXX domenica

1) Un dibattito-confronto tra un giurista ed un educatore:

il linguaggio del primo è: semplice, da format, da logo “osserva il sabato”, come quello di Mosè, di un capo-popolo, di un fondatore di nuove entità politiche, specie in regimi totalitari.

Il linguaggio del secondo: duplice, articolato, complesso, come quello di un liberatore, di chi vuole fondare democrazie o comunità, perciò indica anche le modalità, le persone, le motivazioni e le intensità

ama Dio con…, il prossimo come….”

2) Il Maestro: insegna, corregge, stigmatizza…e chiude le bocche con autorità ai formalisti, a chi è preoccupato solo di feste comandate e di calendari.


3) “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore…”

La formulazione del comandamento poteva terminare qui!

Il recupero del sentimento, delle emozioni, del cuore è già un altissimo traguardo formativo.

Amiamo già troppo Dio con l’essere (?) e la mente.

Le carenze e i vuoti oggi si registrano nel settore del cuore, e andrebbero recuperate: la sua motivazione farebbe scoprire il senso della paternità divina.