5 luglio 2009

 

XIV Domenica

del

Tempo Ordinario

Anno B

 

1 Lett. Ez 2,2-5

2 Lett. 2Cor 12,7-10

 

Mc 6,1-6

 

1 Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

2 Giunto il sabato, si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: "Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?

3 Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?". Ed era per loro motivo di scandalo.

4 Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua".

5 E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.

6 E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

 

Nonostante il suo primo successo con quelli che sono fedeli all’istituzione religiosa, la diffamazione fatta dagli scribi ha lasciato traccia in loro e ritengono Gesù un eterodosso. Marco segnala l’insuccesso del messaggio di Gesù tra i circoli che seguono la dottrina nazionalista dell’istituzione giudaica.

 

1

Kai. evxh/lqen evkei/qen kai. e;rcetai eivj th.n patri,da auvtou/( kai. avkolouqou/sin auvtw/| oi` maqhtai. auvtou/Å

Partì di là e venne (lett. viene) nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono (lett. seguono).

Per la prima volta dopo la costituzione del nuovo Israele (3,13-19) Gesù riprende contatto con il pubblico delle sinagoghe della Galilea.

Nel primo contatto la reazione era stata entusiastica (1,21b-28); nel secondo aveva cercato di liberare il popolo dall’oppressione legalista (3,1-7a). Ora che ha già

proposto la sua alternativa per gli oppressi pagani e per quelli di Israele, torna nell’ambiente della sinagoga per esporre questa alternativa a quelli che sono integrati in essa, sperando che aderiscano a lui.

Non viene citata la località di Nazareth, perché la sua terra/patria è il popolo giudaico e, in particolare, la Galilea; questa sinagoga rappresenta tutte quelle della regione, dove Gesù ha esercitato la sua attività (1,39).

 

2

kai. genome,nou sabba,tou h;rxato dida,skein evn th/| sunagwgh/|( kai. polloi. avkou,ontej evxeplh,ssonto le,gontej\ po,qen tou,tw| tau/ta( kai. ti,j h` sofi,a h` doqei/sa tou,tw|( kai. ai` duna,meij toiau/tai dia. tw/n ceirw/n auvtou/ gino,menaiÈ

Giunto il sabato (giorno di precetto), si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: "Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che (gli) è stata data (a costui)? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?(lett. che succedono attraverso le sue mani)

Il primo contatto con la gente lo ha nel giorno di precetto, durante il quale tutti sono obbligati ad assistere al culto sinagogale. La scena descrive in modo tipico l’atteggiamento verso Gesù della maggioranza del popolo praticante che si identifica con la posizione degli scribi (3,22).

Sono di nuovo colpiti (rimanevano stupiti e dicevano) dal suo insegnamento (cfr. 1,22), ma non riconoscono che la sua autorità sia quella dello Spirito.

Quando parlano di lui, non pronunciano il suo nome, lo indicano soltanto con pronomi che marcano la distanza dalla sua persona e dalla sua attività (costui,queste). Se ora non vedono che la sua autorità proviene da Dio (da dove gli vengono queste cose?), si deduce che non può venire che dal demonio (cfr. 3,22:agente di Beelzebul); per questo danno un senso peggiorativo al suo sapere (magia?) e anche alla sua attività: dicono che non “fa” prodigi ma “gli escono dalle mani”.

 

3

ouvc ou-to,j evstin o` te,ktwn( o` ui`o.j th/j Mari,aj kai. avdelfo.j VIakw,bou kai. VIwsh/toj kai. VIou,da kai. Si,mwnojÈ kai. ouvk eivsi.n ai` avdelfai. auvtou/ w-de pro.j h`ma/jÈ kai. evskandali,zonto evn auvtw/|Å

Non è costui il falegname (carpentiere/artigiano), il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?". Ed era per loro motivo di scandalo (lett. ed erano scandalizzati di lui).

Tra loro lo chiamano il figlio di Maria, come se fosse indegno di chiamarsi figlio di un padre e lo equiparano ai suoi parenti più stretti (suoi fratelli, sue sorelle); risulta loro intollerabile che uno come loro, senza titoli riconosciuti si fa maestro e agisca come fa lui. Il rifiuto dei Giudei praticanti è quindi totale.

Il cambiamento di atteggiamento rispetto al passato è dovuto al fatto che nel frattempo, il centro dell’istituzione religiosa ha emanato una sentenza contro Gesù (3,22.30) e quelli che una volta avevano riconosciuto in lui l’autorità dello Spirito (1,22) si sono piegati a quella sentenza.

I fedeli della sinagoga si sono identificati di nuovo con gli scribi, loro oppressori; l’istituzione religiosa, alla quale essi stessi inizialmente avevano negato credito (1,22: ed erano stupiti del suo insegnamento, egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi), è tornata a imporre loro la sua autorità.

È stato tassativamente detto loro che, nonostante le azioni compiute, Gesù, che accoglie nella sua comunità gli “impuri” e nega validità alle istituzioni e agli ideali da queste propagandati, non può essere un inviato da Dio, ma un suo nemico (3,22: Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: “Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni.”).

Di conseguenza, colui che altrove, come a Cafarnao, era stato visto come un profeta qui tra la sua gente non è che un impostore, un agente del demonio.

 

4

kai. e;legen auvtoi/j o` VIhsou/j o[ti ouvk e;stin profh,thj a;timoj eiv mh. evn th/| patri,di auvtou/ kai. evn toi/j suggeneu/sin auvtou/ kai. evn th/| oivki,a| auvtou/Å

Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua".

5

kai. ouvk evdu,nato evkei/ poih/sai ouvdemi,an du,namin( eiv mh. ovli,goij avrrw,stoij evpiqei.j ta.j cei/raj evqera,peusenÅ

E non poteva (lett. gli fu possibile) compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.

Gesù, dal canto suo, si presenta come profeta, cioè come ispirato dallo Spirito di Dio, smentendo l’accusa di magia, ma la mancanza di fede impedisce quasi completamente la sua attività (ma solo impose le mani a pochi malati/prostrati e li guarì).

 

6

kai. evqau,mazen dia. th.n avpisti,an auvtw/nÅ Kai. perih/gen ta.j kw,maj ku,klw| dida,skwnÅ

E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Di fronte a quel regresso rimane sorpreso. Non entrerà più in una sinagoga. Non c’è più niente da fare con coloro che sono sottomessi all’istituzione religiosa; per troppo tempo sono stati senza un loro giudizio (infantilismo) e ora non si fidano di se stessi né della loro esperienza e, quando i loro dirigenti emettono un giudizio contrario ad essi, li seguono senza vacillare.

Non tutto però è perduto; c’è molta gente del popolo staccata da quell’istituzione religiosa; di fatto, quelli che stanno “nel circondario” continuano a seguire il suo insegnamento.