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31 gennaio 2010 IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO |
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21 In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga : «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». 22 Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazie che uscivano dalla sua bocca e dicevano:«Non è costui il figlio di Giuseppe?». 23 Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». 24 Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. 25 Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26 ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. 27 C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naaman, il Siro». 28 All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. 29 Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. 30 Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. |
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21 |
h;rxato de. le,gein pro.j auvtou.j o[ti sh,meron peplh,rwtai h` grafh. au[th evn toi/j wvsi.n u`mw/nÅ Allora cominciò a dire loro:«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». |
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22 |
Kai. pa,ntej evmartu,roun auvtw/| kai. evqau,mazon evpi. toi/j lo,goij th/j ca,ritoj toi/j evkporeuome,noij evk tou/ sto,matoj auvtou/ kai. e;legon\ ouvci. ui`o,j evstin VIwsh.f ou-tojÈ Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazie che uscivano dalla sua bocca e dicevano:«Non è costui il figlio di Giuseppe?». |
I traduttori e i commentatori di Luca si sono affannati a interpretare l’espressione greca lucana tutti gli davano testimonianza a causa della sua ambivalenza. In realtà il verbo evmartu,roun=emartiùrun (da marture,w=dare testimonianza), in greco, si può usare in una doppia accezione (cioè con il dativo di vantaggio o svantaggio).
Generalmente si interpreta: “Tutti gli rendevano testimonianza [a suo favore]”, mentre qui è più corretto il senso opposto: “tutti si dichiaravano contro, meravigliati che uscissero dalla sua bocca [solo] parole di grazia”; l’interpretazione è confermata dalla frase allusiva rivolta nei suoi confronti: “non è il figlio di Giuseppe?”, volendo dire che non agiva secondo l’educazione paterna.
Con il suo modo di parlare, che palesava il rifiuto di fare suoi gli ideali politico-religiosi del popolo, Gesù non era somigliante in nulla a suo padre perchè non continuava la tradizione paterna che doveva rispecchiare quella propria dei galilei, la tradizione zelota.
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23 |
kai. ei=pen pro.j auvtou,j\ pa,ntwj evrei/te, moi th.n parabolh.n tau,thn\ ivatre,( qera,peuson seauto,n\ o[sa hvkou,samen geno,mena eivj th.n Kafarnaou.m poi,hson kai. w-de evn th/| patri,di souÅ Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». |
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24 |
ei=pen de,\ avmh.n le,gw u`mi/n o[ti ouvdei.j profh,thj dekto,j evstin evn th/| patri,di auvtou/Å Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. |
Il rifiuto che subisce nella sua “patria” fa presagire il rifiuto che avrebbe incontrato in Israele. Luca anticipa questo rifiuto, come anticiperà anche la futura estensione del programma messianico di Gesù a tutte le nazioni pagane.
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25 |
evpV avlhqei,aj de. le,gw u`mi/n( pollai. ch/rai h=san evn tai/j h`me,raij VHli,ou evn tw/| VIsrah,l( o[te evklei,sqh o` ouvrano.j evpi. e;th tri,a kai. mh/naj e[x( w`j evge,neto limo.j me,gaj evpi. pa/san th.n gh/n( Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; |
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26 |
kai. pro.j ouvdemi,an auvtw/n evpe,mfqh VHli,aj eiv mh. eivj Sa,repta th/j Sidwni,aj pro.j gunai/ka ch,ranÅ ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. |
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27 |
kai. polloi. leproi. h=san evn tw/| VIsrah.l evpi. VElisai,ou tou/ profh,tou( kai. ouvdei.j auvtw/n evkaqari,sqh eiv mh. Naima.n o` Su,rojÅ C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naaman, il Siro». |
Le due opere di salvezza, quella della “vedova di Sarepta” e quella di “Naaman, il Siro”, operate in favore di due stranieri e che Gesù rinfaccia ai concittadini (cfr. 1Re 17,9-24 e 2Re 5,1-14ss.), lasciano intravedere che la portata della sua missione non rimarrà circoscritta al solo Israele.
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28 |
kai. evplh,sqhsan pa,ntej qumou/ evn th/| sunagwgh/| avkou,ontej tau/ta All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. |
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29 |
kai. avnasta,ntej evxe,balon auvto.n e;xw th/j po,lewj kai. h;gagon auvto.n e[wj ovfru,oj tou/ o;rouj evfV ou- h` po,lij wv|kodo,mhto auvtw/n w[ste katakrhmni,sai auvto,n\ Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. |
Il fanatismo religioso dei suoi compatrioti non si limita a rimproverargli la mancanza di impegno politico: “all’udire…lo cacciarono fuori della città”. Difatti, al termine della sua vita lo trascinarono “fuori” dalla città di Gerusalemme e lo fecero giustiziare, complici i romani, come se fosse uno dei tanti zeloti, crocifiggendolo tra due malfattori e per maggior scherno, nell’iscrizione della croce, fu sbeffeggiato di nuovo con il rinfaccio, questa volta, di essersi autoproclamato “re dei Giudei”, Messia di Israele.
In ogni caso, per il momento, riuscirono a farlo tacere, perché il suo messaggio disturbava sia i capi che il popolo.
Alla fine, tutti riusciranno a mettersi d’accordo contro di lui.
Gli inizi facevano già prevedere la fine.
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30 |
auvto.j de. dielqw.n dia. me,sou auvtw/n evporeu,etoÅ Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. |
Nonostante tutto, capi e popolo non potranno soffocare il suo grido universalista; la sua persona e il suo messaggio continueranno ad influire sulla storia, incarnandosi in uomini e donne che, fedeli al loro impegno, si allontaneranno da ogni sistema di potere e creeranno piccole oasi di solidarietà e di fraternità.
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Riflessioni…
Continua la divergenza tra l’Oggi e il non ancora: Oggi si compie la Scrittura, il pensiero scritto di Dio, mentre nel non ancora permane il tempo incompiuto di ieri.
Ancora divergenza tra progetti divini e programmi umani: Dio è più avanti, mentre l’uomo delle sicurezze e del potere sedentario rallenta il passo aspettando che anche Dio si adegui.
La Scrittura è narrata e proclamata, passa attraverso il cuore e la voce, diventa spirito di vita e indica le strade percorse da Dio alla ricerca e per l’incontro con l’uomo.
Come in ogni incontro, Oggi, con la Parola.
E ogni volta un annuncio nuovo, che si fa attuale. E l’uomo può verificarlo, quando l’ascolta, e sperimentarlo nel suo quotidiano, e così per lui diventa vitalità puntuale e storia della sua storia.
Non sempre si succedono coincidenze ed incontri, spesso soffusi e oscurati dal dubbio: sarà veramente Dio che parla per bocca dei figli di Giuseppe, degli uomini fatti di vera e debole storia umana?
Nella terra scelta come patria da Dio andiamo alla ricerca di conferme e certezze, anche con suggelli di miracoli eclatanti, per aprire occhi benevoli sulle azioni divine e orecchie sensibili per percepire le sue parole di speranza e di salvezza.
Ma in questi calcoli umani Dio stesso trova disagi e sospetta di aver confuso la sua terra, la sua patria, ed è tentato di rifugiarsi altrove. Ma per questa terra, per questi uomini ha dichiarato ed offerto la sua reputazione, la vita del Figlio.
Chiede una condizione per restare e donare: le coscienze e i cuori siano aperti in ogni direzione, come Lui, eliminando confini e perimetri, e attendendo l’incontro con tutti gli uomini, con ogni singolo uomo.
Resta ad ognuno la scelta: slancio e convinzione di adesione, o rifiuto e rigetto di un Dio ingombrante da frantumare ed eliminare dalla lista di programmi umani, carichi di tornaconti egoistici e di disumane violenze.
Dio intanto va avanti, per la sua strada di salvezza, e rende così minimi gli intrighi, le ingiustizie e le chiusure di uomini piccoli e senza anima.
Speriamo che riesca ad incontrare i bisognosi di Haiti, e a suscitare uomini generosi che gli offrano braccia e sorrisi per ridare giustizia e speranze, almeno ai più piccoli che sono esenti da colpe e che ancora hanno residue forze per sognare.