31 gennaio 2010

IV DOMENICA

DEL

TEMPO ORDINARIO

Anno C

 

Geremia 1,4-5.17-19

1Corinzi 12,31-13,13

Luca 4,21-30

 

21 In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga : «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

22 Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazie che uscivano dalla sua bocca e dicevano:«Non è costui il figlio di Giuseppe?».

23 Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”».

24 Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria.

25 Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;

26 ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone.

27 C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naaman, il Siro».

28 All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno.

29 Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù.

30 Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

 


21

h;rxato de. le,gein pro.j auvtou.j o[ti sh,meron peplh,rwtai h` grafh. au[th evn toi/j wvsi.n u`mw/nÅ

Allora cominciò a dire loro:«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

22

Kai. pa,ntej evmartu,roun auvtw/| kai. evqau,mazon evpi. toi/j lo,goij th/j ca,ritoj toi/j evkporeuome,noij evk tou/ sto,matoj auvtou/ kai. e;legon\ ouvci. ui`o,j evstin VIwsh.f ou-tojÈ

Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazie che uscivano dalla sua bocca e dicevano:«Non è costui il figlio di Giuseppe?».

I traduttori e i commentatori di Luca si sono affannati a interpretare l’espressione greca lucana tutti gli davano testimonianza a causa della sua ambivalenza. In realtà il verbo evmartu,roun=emartiùrun (da marture,w=dare testimonianza), in greco, si può usare in una doppia accezione (cioè con il dativo di vantaggio o svantaggio).

Generalmente si interpreta: “Tutti gli rendevano testimonianza [a suo favore]”, mentre qui è più corretto il senso opposto: “tutti si dichiaravano contro, meravigliati che uscissero dalla sua bocca [solo] parole di grazia”; l’interpretazione è confermata dalla frase allusiva rivolta nei suoi confronti: “non è il figlio di Giuseppe?”, volendo dire che non agiva secondo l’educazione paterna.

Con il suo modo di parlare, che palesava il rifiuto di fare suoi gli ideali politico-religiosi del popolo, Gesù non era somigliante in nulla a suo padre perchè non continuava la tradizione paterna che doveva rispecchiare quella propria dei galilei, la tradizione zelota.


23

kai. ei=pen pro.j auvtou,j\ pa,ntwj evrei/te, moi th.n parabolh.n tau,thn\ ivatre,( qera,peuson seauto,n\ o[sa hvkou,samen geno,mena eivj th.n Kafarnaou.m poi,hson kai. w-de evn th/| patri,di souÅ

Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”».

24

ei=pen de,\ avmh.n le,gw u`mi/n o[ti ouvdei.j profh,thj dekto,j evstin evn th/| patri,di auvtou/Å

Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria.

Il rifiuto che subisce nella sua “patria” fa presagire il rifiuto che avrebbe incontrato in Israele. Luca anticipa questo rifiuto, come anticiperà anche la futura estensione del programma messianico di Gesù a tutte le nazioni pagane.

25

evpV avlhqei,aj de. le,gw u`mi/n( pollai. ch/rai h=san evn tai/j h`me,raij VHli,ou evn tw/| VIsrah,l( o[te evklei,sqh o` ouvrano.j evpi. e;th tri,a kai. mh/naj e[x( w`j evge,neto limo.j me,gaj evpi. pa/san th.n gh/n(

Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;

26

kai. pro.j ouvdemi,an auvtw/n evpe,mfqh VHli,aj eiv mh. eivj Sa,repta th/j Sidwni,aj pro.j gunai/ka ch,ranÅ

ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone.

27

kai. polloi. leproi. h=san evn tw/| VIsrah.l evpi. VElisai,ou tou/ profh,tou( kai. ouvdei.j auvtw/n evkaqari,sqh eiv mh. Naima.n o` Su,rojÅ

C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naaman, il Siro».

Le due opere di salvezza, quella della “vedova di Sarepta” e quella di “Naaman, il Siro”, operate in favore di due stranieri e che Gesù rinfaccia ai concittadini (cfr. 1Re 17,9-24 e 2Re 5,1-14ss.), lasciano intravedere che la portata della sua missione non rimarrà circoscritta al solo Israele.


28

kai. evplh,sqhsan pa,ntej qumou/ evn th/| sunagwgh/| avkou,ontej tau/ta

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno.

29

kai. avnasta,ntej evxe,balon auvto.n e;xw th/j po,lewj kai. h;gagon auvto.n e[wj ovfru,oj tou/ o;rouj evfV ou- h` po,lij wv|kodo,mhto auvtw/n w[ste katakrhmni,sai auvto,n\

Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù.

Il fanatismo religioso dei suoi compatrioti non si limita a rimproverargli la mancanza di impegno politico: “all’udire…lo cacciarono fuori della città”. Difatti, al termine della sua vita lo trascinarono “fuori” dalla città di Gerusalemme e lo fecero giustiziare, complici i romani, come se fosse uno dei tanti zeloti, crocifiggendolo tra due malfattori e per maggior scherno, nell’iscrizione della croce, fu sbeffeggiato di nuovo con il rinfaccio, questa volta, di essersi autoproclamato “re dei Giudei”, Messia di Israele.

In ogni caso, per il momento, riuscirono a farlo tacere, perché il suo messaggio disturbava sia i capi che il popolo.

Alla fine, tutti riusciranno a mettersi d’accordo contro di lui.

Gli inizi facevano già prevedere la fine.

30

auvto.j de. dielqw.n dia. me,sou auvtw/n evporeu,etoÅ

Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Nonostante tutto, capi e popolo non potranno soffocare il suo grido universalista; la sua persona e il suo messaggio continueranno ad influire sulla storia, incarnandosi in uomini e donne che, fedeli al loro impegno, si allontaneranno da ogni sistema di potere e creeranno piccole oasi di solidarietà e di fraternità.


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Riflessioni…

Ancora divergenza tra progetti divini e programmi umani: Dio è più avanti, mentre l’uomo delle sicurezze e del potere sedentario rallenta il passo aspettando che anche Dio si adegui.

Come in ogni incontro, Oggi, con la Parola.