20 dicembre 2009

IV DOMENICA

DI

AVVENTO

Anno C

 

1 Lett.

Mi 5, 1-4a

2 Lett.

Eb 10, 5-10

Vang.

Lc 1, 39-45

 

39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo

42 ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

43 A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

44 Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.

45 E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.

 

 

39

VAnasta/sa de. Maria.m evn tai/j h`me,raij tau,taij evporeu,qh eivj th.n ovreinh.n meta. spoudh/j eivj po,lin VIou,da(

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

40

kai. eivsh/lqen eivj to.n oi=kon Zacari,ou kai. hvspa,sato th.n VElisa,betÅ

Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

C’è uno stretto nesso temporale che unisce questa nuova scena con la precedente (Lc 1,26-38). Maria dimentica se stessa (VAnasta/sa=anastăsa=essendosi alzata=il verbo è quello dell’azione risoluta nel bene o nel male) e accorre prontamente (in fretta) in aiuto della parente, prendendo la strada più corta e più pericolosa, quella che attraversava le alture di Samaria.

Luca sottolinea la sua prontezza nel servizio. L’Israele fedele che vive al di fuori dell’influsso della capitale (Maria=Nazareth di Galilea) corre in aiuto del giudaismo ufficiale (Elisabetta=città di Giuda, nome della tribù che era incentrata in Gerusalemme).

Come l’angelo “entrò” da lei e la “salutò” (Lc 1,28) con il saluto divino, così Maria “entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta”. Da donna a donna, da donna incinta a donna incinta, da quella che sta per diventare madre del Messia a quella che sarà madre del Precursore.

41

kai. evge,neto w`j h;kousen to.n avspasmo.n th/j Mari,aj h` VElisa,bet( evski,rthsen to. bre,foj evn th/| koili,a| auvth/j( kai. evplh,sqh pneu,matoj a`gi,ou h` VElisa,bet(

Appena Elisabetta (lett. e avvenne che) ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo

42

kai. avnefw,nhsen kraugh/| mega,lh| kai. ei=pen\ euvloghme,nh su. evn gunaixi.n kai. euvloghme,noj o` karpo.j th/j koili,aj souÅ

ed esclamò a gran voce (lett. con un grido grande): "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

43

kai. po,qen moi tou/to i[na e;lqh| h` mh,thr tou/ kuri,ou mou pro.j evme,È

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

44

ivdou. ga.r w`j evge,neto h` fwnh. tou/ avspasmou/ sou eivj ta. w=ta, mou( evski,rthsen evn avgallia,sei to. bre,foj evn th/| koili,a| mouÅ

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia (lett. saltellò con esultanza) nel mio grembo.

45

kai. makari,a h` pisteu,sasa o[ti e;stai telei,wsij toi/j lelalhme,noij auvth/| para. kuri,ouÅ

E beata colei che ha creduto nell’adempimento (lett. perché sarà compimento alle cose che sono state dette a lei) di ciò che il Signore le ha detto”.

Il saluto di Maria comunica lo Spirito a Elisabetta e al figlio. La presenza dello Spirito Santo in Elisabetta si traduce in un grido poderoso e profetico: “Benedetta tu fra le donne…”.

Elisabetta parla da profetessa; si sente piccola e indegna di fronte alla vista di colei che porta in grembo il Signore dell’universo. Quando uno entra in sintonia con lo Spirito le parole e le spiegazioni sono superflue. Colei che porta in grembo quello che sarà il più grande tra i nati di donna dichiara benedetta fra le donne quella che sarà madre dell’Uomo nuovo nato da Dio.

L’espressione “ivdou=idù=ecco” concentra, come sempre, l’attenzione sul fatto principale: il saluto di Maria è servito da strumento perché Elisabetta fosse riempita/colmata di Spirito Santo (kai. evplh,sqh pneu,matoj a`gi,ou h` VElisa,bet=kai eplēsthē pneǘmatos haghíu hē Elisábet= e fu colmata di Spirito Santo Elisabetta) ed esultasse di gioia il bambino che aveva in seno.

La sintonia che è sorta tra le due donne ha messo il Precursore in comunicazione con il Messia. La gioia del bambino, frutto dello Spirito, indica il momento in cui questi ha ricevuto lo Spirito Santo in pienezza, come aveva profetizzato l’angelo (Lc 1,15.35).

A differenza di Zaccaria, Maria ha creduto nel messaggio del Signore ed è diventata la capofila di coloro che saranno oggetto di beatitudine.

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Riflessioni…

 

( www.ilfilo.org)