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19 luglio 2009 XVI Domenica del Tempo Ordinario |
Anno B 1 Lett. Ger 23,1-6 2 Lett. Ef 2,13-18 Mc 6,30-34 |
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30 Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31 Ed egli disse loro: "Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po' ". Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32 Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33 Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. 34 Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. |
I Dodici, inviati in precedenza da Gesù, tornano molto soddisfatti del loro lavoro. Ma Gesù decide di far capire loro l’errore in cui si trovano e non ci riesce.
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30 |
Kai. suna,gontai oi` avpo,stoloi pro.j to.n VIhsou/n kai. avph,ggeilan auvtw/| pa,nta o[sa evpoi,hsan kai. o[sa evdi,daxanÅ Gli apostoli si riunirono (radunano) attorno a Gesù e gli riferirono (ndr. compiaciuti) tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. |
Per chiudere questa unità, Marco riprende il tema dell’invio dei Dodici (6,7-13). L’errata focalizzazione dell’attività che hanno svolto, contraria all’incarico dato da Gesù, si riflette sull’informazione che gli danno, che non omette niente (tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato): proclamare il bisogno di emendarsi, scacciare i demoni, e, come complemento, guarire, ungendo con olio (allusione anche al Messia davidico 6,12-13), fomentando così la speranza della restaurazione nazionale, senza tener conto della alternativa del Regno.
Ma aggiungono un dato nuovo: hanno insegnato, attività che non solo non era stata affidata loro da Gesù, ma che in questo Vangelo è esclusiva di Gesù e che egli esercita solo con ascoltatori giudei (insegnare=proporre il messaggio partendo dall’AT: 1,21b;2,13;4,1;6,2 ecc.).
Essi si sono arrogati il diritto di insegnare, ma non avendo assimilato l’insegnamento di Gesù, quello che hanno proposto non può essere che un insegnamento nazionalista giudaico contrario alla linea di Gesù.
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31 |
kai. le,gei auvtoi/j\ deu/te u`mei/j auvtoi. katV ivdi,an eivj e;rhmon to,pon kai. avnapau,sasqe ovli,gonÅ h=san ga.r oi` evrco,menoi kai. oi` u`pa,gontej polloi,( kai. ouvde. fagei/n euvkai,rounÅ Ed egli disse (dice) loro: "Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po' ". Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. |
Udito il racconto, e senza dare loro alcun segno di approvazione, Gesù ha una reazione immediata: vuole parlare da solo con loro (voi soli). Venite ricorda la prima chiamata a seguirlo (1,17); il luogo disabitato (deserto) allude alla rottura con i valori della società (1,35.45); il termine in disparte indica che Gesù intende correggere nuovamente l’incomprensione dei discepoli (cfr. 4,34).
Il verbo “riposare” viene usato in Is 14,3 LXX per significare la liberazione da parte di Dio dalla schiavitù di Babilonia; Marco allude a quel passo per indicare che Gesù vuole liberarli dalla ideologia che li domina e impedisce loro la sequela.
La circostanza che motiva l’invito di Gesù è data dalle troppe persone che vanno a trovarli per prendere contatto con il gruppo. Per lo spirito riformista e nazionalista dell’attività dei Dodici è stato provocato uno scalpore e sono state suscitate false speranze.
Questa gente non viene a vedere Gesù (cfr. 1,32.45;3,7;4,1;5,21); è il gruppo in quanto tale che riceve numerose adesioni (erano molti…).
Il bisogno che hanno i discepoli di assimilare il messaggio (mangiare, cfr. 3,20) è frustrato dal viavai della gente; essi pospongono il “mangiare”, cioè, l’istruzione di Gesù, per stare dietro a quelli che accorrono; assorbiti da quell’attività, non hanno tempo per stare con Gesù. L’entusiasmo che li circonda li acceca. Gesù interrompe quella euforia.
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32 |
Kai. avph/lqon evn tw/| ploi,w| eivj e;rhmon to,pon katV ivdi,anÅ Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. |
Andarono con la barca (partirono): Gesù viene inserito nel gruppo; non viene citato il suo nome, non figura come centro né si dice che i discepoli lo seguano.
Marco ripete la menzione del luogo deserto e in disparte, sottolineando la necessità di correggere l’incomprensione.
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33 |
kai. ei=don auvtou.j u`pa,gontaj kai. evpe,gnwsan polloi. kai. pezh/| avpo. pasw/n tw/n po,lewn sune,dramon evkei/ kai. proh/lqon auvtou,jÅ Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. |
Quegli uomini non si rassegnano a perdere il contatto. L’espressione li videro partire inserisce nuovamente Gesù nel gruppo; agli occhi di quella gente Gesù e il gruppo appaiono come un tutt’uno, cioè pensano che Gesù abbia gli stessi obiettivi che i Dodici hanno esposto.
Molti capirono/riconobbero: sono i testimoni ricordati sopra (cfr. 6,31b) dell’attività degli inviati (molti, cfr. 6,13).
Molti altri ancora, certamente, desiderano manifestare il loro consenso; l’attesa si è diffusa: partirono di corsa insieme via terra verso il luogo disabitato, deserto, dove, come era accaduto con diversi leader di massa, si poteva dare inizio al movimento riformista.
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34 |
Kai. evxelqw.n ei=den polu.n o;clon kai. evsplagcni,sqh evpV auvtou,j( o[ti h=san w`j pro,bata mh. e;conta poime,na( kai. h;rxato dida,skein auvtou.j polla,Å Sceso (essendo uscito) [dalla barca], egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. |
Il proposito di Gesù viene nuovamente frustrato dalla presenza della folla che lo aspetta; non riuscirà a istruire definitivamente i suoi discepoli che, quindi, resteranno attaccati al loro ideale di rinnovamento di Israele.
La grande folla è formata dai molti che si erano mossi via terra verso questo luogo da tutti i villaggi (6,33) per incontrarsi con il gruppo. Continua la reazione popolare favorevole all’attività dei Dodici.
I discepoli, per un momento, scompaiono dalla scena. Gesù si rende conto della presenza e della situazione della folla e questa provoca in lui lo stesso sentimento (commosso) che aveva avuto incontrando il lebbroso (1,41); è la tipica reazione dell’amore tenero di fronte alla miseria e alla disgrazia, sentimento attribuito a Dio nell’AT e nel giudaismo.
Ciò che commuove Gesù è il fatto che la folla era come pecore che non hanno pastore (cfr. Ez 34,8.31; Ger 23,2-4), abbandonata dai dirigenti, disorientata, senza un senso per la propria vita.
Il messaggio della restaurazione di Israele proposto dai Dodici ha attirato la folla che ha pensato che i discepoli potessero essere i propri pastori. Ma la proposta dei Dodici non porta a niente, non è un orientamento per il popolo.
Gesù assume il ruolo di pastore di Israele e il suo primo obiettivo è dare nutrimento alle persone. Il doppio significato del pane, insegnamento e cibo, sarà il tema dell’episodio successivo (Mc 6,35-44). Come in una precedente occasione (2,2-3ss) Marco non espone concettualmente il contenuto dell’insegnamento, ma lo spiega per mezzo dell’azione di Gesù.
Orientare la gente non è cosa semplice, sono molti i punti che occorre toccare e correggere (insegnava molte cose, come in 4,2 e questo rimanda al contenuto delle parabole).
Gesù ora parla senza parabole, apertamente, per neutralizzare l’insegnamento dei Dodici (6,30) e l’indottrinamento che la folla ha ricevuto nelle sinagoghe.
(elaborazione dalle catechesi di J. Mateos e F. Camacho)
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