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1 marzo 2009
di Quaresima |
Anno B 1 Lett. 2 Lett. Mc 1,12-15 |
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12 E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13 e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15 e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo". |
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12 |
Kai. euvqu.j to. pneu/ma auvto.n evkba,llei eivj th.n e;rhmonÅ E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto |
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13 |
kai. h=n evn th/| evrh,mw| tessera,konta h`me,raj peirazo,menoj u`po. tou/ satana/( kai. h=n meta. tw/n qhri,wn( kai. oi` a;ggeloi dihko,noun auvtw/|Å e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da (lett. dal o da il…) Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. |
Lo Spirito, forza di vita e di amore, spinge Gesù nel deserto, figura della società giudaica, nella quale Gesù, non condividendone i valori, si troverà isolato.
Ci troviamo di fronte ad un termine “deserto”che può prestarsi e che di fatto si è prestato a equivoci.
Si propone a volte come caratteristica cristiana una “spiritualità del deserto”, risuscitando vecchi ideali anacoretici. In Marco c’è una utilizzazione diversa e varia, ma qui predomina il senso che questo deserto si trasforma nel polo opposto alla istituzione giudaica, rappresentata da Gerusalemme e dal Tempio.
Ci sembra di poter escludere che qui si tratta di un deserto geografico e di affermare bensì un senso figurato. C’è la scelta per Gesù, forte dello Spirito anzi spinto dallo Spirito, di vivere la vita pubblica che di fatto sarà vissuta nell’isolamento e nella segregazione. Si indica in tal modo la rottura, l’incompatibilità tra Gesù e i valori professati dalla società giudaica.
In corrispondenza col carattere figurato di questo “deserto”, Marco lo descrive popolandolo di strani abitatori: in primo luogo vi si incontra il satana che tenta Gesù durante i quaranta giorni; inoltre, Gesù “stava con le bestie selvatiche”, allusione al Libro di Daniele (Dn 7), dove “le fiere/bestie selvatiche” rappresentano gli imperi o poteri che assoggettavano e rovinavano l’umanità; ora però questi poteri distruttori non vanno cercati fuori, esistono dentro la società giudaica.
Infine si trovano in questo deserto “ gli angeli/messaggeri “ che prestano servizio a Gesù. Un’ultima notazione per il fatto di ritirarsi, per Gesù, a pregare in luogo deserto (Mc 1,36; Lc 5,16): in questo modo gli evangelisti mostrano come la petizione a Dio si realizza a partire dalla rottura con i valori della società.
“Deserto”, ci par di capire, non significa tanto allontanamento locale dalla società, come nel caso di Giovanni Battista, quanto allontanamento interiore, rottura individuale e comunitaria con l’ingiustizia di una società e, di conseguenza, con tutti i falsi valori che essa propone e che ispirano la condotta di vita ( Mc 1,24.34.37; 3,11s; 8,11.32s; 10,2; 11,9s; 12,15; cfr. anche il termine “mondo”in Gv 1,5; 6,17; 7,11; 12,35; 8,44; 17,15).
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14 |
Meta. de. to. paradoqh/nai to.n VIwa,nnhn h=lqen o` VIhsou/j eivj th.n Galilai,an khru,sswn to. euvagge,lion tou/ qeou/ Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, |
Gesù arriva dietro e dopo Giovanni (Gv 1,7), una volta che la missione di quest’ultimo è terminata per la violenza di Erode e della sua corte. La missione è ambientata nella provincia del Nord, la Galilea, lontana dal centro religioso e politico del paese e aperta al mondo pagano; Gesù si presenta come profeta che trasmette la “Buona Notizia” da parte di Dio.
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15 |
kai. le,gwn o[ti peplh,rwtai o` kairo.j kai. h;ggiken h` basilei,a tou/ qeou/\ metanoei/te kai. pisteu,ete evn tw/| euvaggeli,w|Å e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo". |
La presenza di Gesù, l’Uomo nella sua pienezza, impegnato per amore dell’uomo a realizzare la sua missione salvifica fino alla morte, ha prodotto il cambiamento di epoca e dà inizio alla tappa definitiva della storia (“È arrivato il tempo giusto” oppure “Il tempo è compiuto”); il passato è superato in maniera irreversibile.
L’annuncio della Buona Notizia (1,1) rende possibile la trasformazione per una società nuova e giusta, degna dell’uomo, l’alternativa che Dio propone all’umanità (aspetto sociale della signoria di Dio, la nuova terra promessa); la Buona Notizia per essere accolta esige come condizione da parte dell’uomo:
la rinuncia all’ingiustizia (punto di partenza: emendatevi/convertitevi);
e la fiducia che questa meta può essere raggiunta (punto di arrivo: abbiate fede/credete nella Buona Notizia).
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Riflessioni…
Il tempo (il
passato) si consuma e giunge a compimento, al suo traguardo: è Dio che
coniuga interamente passato e compimento, Egli supera e rinnova; non nega il
già, gli dà anzi un senso. E il tempo diventa nuovo. Così l’Incarnazione:
tempo che ci accoglie e ci redime.
Ma capita che
Dio passa e non è percepito perché il suo passo è leggero; non è compreso
perché passa nel dolore, nelle contraddizioni, nelle disillusioni; non
recepito perché passa nelle disgrazie, nelle guerre, negli eventi avversi
laddove anch’Egli è dolente e in attesa della fine.
Anche l’uomo,
sulle orme di Dio, passa ed accoglie l’annuncio di un giorno nuovo, quello
del Regno.
E il Regno è
prossimo, è nei “vicoli” che si intrecciano con la strada maestra, dove
confluisce la giustizia, l’amore, la pace: e su questa strada passa Chi
proclama il Vangelo.
Egli avverte
che farà nuove tutte le cose: il tempo e la sua durata, gli spazi e i vecchi
confini, la vita e l’uomo con i suoi simili: annuncia un Vangelo, una novità
definitiva.
Chiede ascolto
e fiducia, entusiasmo e speranza, la voglia di vivere libero e il piacere
della sua compagnia.
Occorre
pertanto un’esperienza, una prova, prima di aderire alle sue proposte: una
quaresima, un tempo nuovo, di vita intensa, vissuta senza infingimenti e
performance, vivendo anche l’amarezza della solitudine, l’asperità
dell’esistenza quotidiana, la compagnia dell’amore e i suoi abbandoni, le
condivisioni e i tradimenti; una quaresima di progetti di
rinnovamento/conversione, di riprogettazione di una vita, di collaborazione
per rinnovare la storia dell’uomo.
Per dire alla fine: “Sono qui. Per Te Dio, per voi tutti, amici di nuove ..........avventure”